Istituto Banco di Napoli-Fondazione
Università di Napoli “L'Orientale”
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Kaplan's Project
When Writing Meets Art
Viaggio tra origini della scrittura e scarabocchi
nell'Archivio Storico dell'Istituto Banco di Napoli - Fondazione
Il 18 aprile 2007 l'Istituto Banco di Napoli-Fondazione propone una manifestazione a un tempo scientifica e artistica di grande interesse e originalità (Napoli, via dei Tribunali, 213). When Writing Meets Art nasce dall'idea di presentare l'Archivio Storico del Banco nella sua interezza: non solo per quello che rappresenta, per lo straordinario valore storico dei fondi documentari che custodisce, ma anche per la sua capacità evocativa, l'energia e la suggestione che trasmettono i milioni e milioni di documenti e le migliaia di volumi contabili che occupano le oltre 300 stanze dell'edificio di via Tribunali. Si tratta dei documenti degli antichi banchi pubblici napoletani sorti a Napoli tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, e in particolare della immensa raccolta di fedi di credito e polizze largamente utilizzate per i pagamenti da istituzioni pubbliche statali e locali, enti laici ed ecclesiastici, chiese, privati, napoletani o stranieri, appartenenti a ogni classe sociale: nobili, mercanti, ma anche piccoli commercianti, modesti artigiani e impiegati.
Paragonabili agli assegni di conto corrente, le fedi e le polizze, dette comunemente bancali, presentavano una particolarità rispetto agli odierni assegni che rende l'Archivio unico al mondo. Nelle bancali i clienti usavano specificare la causale del pagamento (un fitto, il compenso a un artigiano, a un pittore, la restituzione di un debito, l'acquisto di un vestito o di una carrozza, di grano, olio, vino, seta, ecc.). Una volta incassate dal beneficiario, le bancali assumevano valore di prova dell'avvenuto adempimento della transazione. I banchi a loro volta erano obbligati a conservarle e a esibirle a richiesta degli interessati. In questo modo sono pervenute a noi diversi milioni di bancali -una stima precisa è pressoché impossibile- che documentano ogni aspetto della vita sociale, economica e artistica della città di Napoli dalla fine del Cinquecento all'Ottocento, fino a quando, dopo l'Unità d'Italia, l'uso dei biglietti di banca avrebbe gradualmente soppiantato le fedi di credito e le polizze.
Nessuna città al mondo dispone di una testimonianza minuta della vita quotidiana dei suoi abitanti, di una memoria storica ampia e documentata come quella custodita nell'Archivio della Fondazione. Eppure, al di fuori della cerchia degli specialisti (storici dell'economia e della banca, dell'arte, ecc.), non si può dire che l'Archivio Storico della Fondazione sia diffusamente conosciuto.
Negli ultimi anni, tuttavia, è cresciuto l'interesse per l'Archivio e per le sue scritture: accanto agli studiosi italiani e stranieri che lo frequentano per motivi di studio e di ricerca, aumenta di giorno in giorno il numero dei visitatori. Tra di essi, moltissimi artisti, anche stranieri, registi, fotografi, pittori, galleristi attratti dalla documentazione in sé e dall'atmosfera quasi religiosa che suscita l'attraversamento delle stanze occupate dalle bancali e dai grossi volumi nei quali gli impiegati dei banchi registravano i conti dei clienti. Di qui, tra storia e arte, è nato il progetto When Writing Meets Art , che si deve alla cooperazione della Fondazione con uno storico dell'economia (Luigi De Matteo) e un artista (Giuseppe Zevola), autore quest'ultimo del volume Piaceri di Noia che, con un'introduzione di Ernst Gombrich, raccoglie gli scritti, le poesie e gli scarabocchi lasciati dagli impiegati nelle pagine di guardia dei grossi libri contabili. Al progetto hanno contribuito l'Università Orientale di Napoli, l'Istituto Italiano di Studi Filosofici di Gerardo Marotta e Kaplan's Project, l'associazione promossa da Nathalie Heidsieck che ospita artisti e mostre nello splendido Palazzo Spinelli a Napoli.
Il cerimoniale di When Writing Meets Art prevede che il pubblico, accolto nel cortile del cinquecentesco palazzo che ospita l'Archivio, venga accompagnato, attraverso stanze ricolme di documenti e volumi, nella sala delle conferenze per ascoltare le relazioni sulle origini dei rapporti tra scrittura ed arte. Le relazioni Quando L'Arte Incontrò La Scrittura e When Writing Met Art , affidate a due studiosi di fama internazionale, Domenico Silvestri e Denise Schmandt-Besserat, hanno ispirato il titolo della manifestazione, titolo che sarà adottato per il ciclo di eventi artistici similari che la Fondazione ha in animo di promuovere.
Dopo il momento scientifico-evocativo, il pubblico si trasferirà in un'altra area dell'edificio: un corridoio di stanze, tra scaffali, documenti e volumi in corso di ordinamento, dove il materiale disordinato e scomposto, ritoccato ad arte da Zevola, costituisce l'installazione Archivio Work In Progress 1 . In questo luogo, tra volumi aperti alle pagine con gli scarabocchi tracciati dagli impiegati degli antichi banchi, si potranno ascoltare, interpretate dallo stesso Zevola, alcune poesie che tra il Seicento e il Settecento, nei momenti di pausa o di noia del loro scrupoloso lavoro, gli impiegati scrissero in margine ai volumi contabili.
Infine, ancora nuove stanze, e l'ultima sosta, tra libri contabili poggiati su vecchi tavoloni di legno, per una spiegazione dell'antico ma modernissimo sistema contabile che regolava la circolazione della bancali; per poter leggere polizze e fedi, visionare firme di illustri o sconosciuti personaggi della storia di Napoli, da Caravaggio al principe di Sansevero ad Antonio Genovesi, a una nutrice, a un falegname, a un proprietario di case e botteghe, al mercante inglese.
Alle 19 l'evento si chiude. In Archivio ritorna il silenzio.
L'Archivio Storico della Fondazione, l'installazione Archivio Work In Progress 1 e l'esposizione di disegni, poesie e scarabocchi saranno visitabili nei giorni 19 e 20 aprile (ore 9-12.30) e in occasione della manifestazione “Maggio dei Monumenti” (12, 13, 19, 20 maggio -ore 9-12.30).